24 marzo – Dopo le prime due prove in Australia e Malesia, in Ferrari è scoppiato il caso Felipe Massa: due ritiri, molti errori, zero punti in classifica contro le più concrete prestazioni e la brillante vittoria di ieri sul circuito malese di Sepang del compagno di squadra Kimi Raikkonen, campione del mondo in carica, che ha guidato la riscossa del Cavallino rampante dopo la batosta di Melbourne.
SUBITO GREGARIO? – Il brasiliano a questo punto non solo rischia di uscire prematuramente dalla lotta per il titolo iridato, ma anche di essere costretto a fare da gregario per tutta la stagione al finalandese che nella gara della Malesia sembra aver recuperato quella freddezza nordica che lo scorso autunno gli aveva consentito di conquistare il suo primo titolo mondiale.
IL NERVOSISMO – Una situazione che innervosisce Massa, che non ha nessuna intenzione di fare il gregario a Raikkonen, e che lo ha portato a commettere qualche errore di troppo (magari per l’assenza del controllo di trazione?). In molti, nel paddock, iniziano a riecheggiare il fantasma di Rubens Barrichello ed a trovare analogie tra i comportamenti dei due brasiliani del Cavallino. «Io non devo dimostrare niente a nessuno», ha detto Massa infastidito nei giorni scorsi su un possibile cambio la prossima stagione con lo spagnolo della Benetton Fernando Alonso o con il tedesco Sebastian Vettel: «In Malaysia potevano fare primo e secondo facilmente – ha spiegato il ferrarista – la macchina era competitiva e veloce. Al 31/o giro ho preso il cordolo all’uscita della curva 6 in maniera un po’ aggressiva e poi ho perso il posteriore alla curva successiva. Dobbiamo capire se nell’urto con il cordolo la macchina abbia riportato dei danni. Non sappiamo i motivi».
© LaPresseLA DIFESA – La squadra, e in primo luogo Stefano Domenicali, fa quadrato intorno ai piloti, anche se, come precisa il responsabile della gestione sportiva parlando delle occasioni mancate dal team, «siamo in una situazione in agrodolce». «E chiaro – ha detto il direttore tecnico – che sono due zeri che nell’ ottica della classifica piloti e costruttori sono importanti ma dall’altra parte non dobbiamo drammatizzare. La classifica è corta. Sono convinto che dal nostro punto di vista e di Felipe la reazione non mancherà già dal Bahrain. Massa soffre Raikkonen? Non vorrei affrontare questo tema. In qualifica Massa ha fatto un giro straordinario, unico. Il pilota ha tutte le carte in regola e le qualità per fare bene. La squadra è unita e non vedo preoccupazioni».
SUPERIORITÀ RAIKKONEN – I segnali di sofferenza con Raikkonen tuttavia ci sono. In primo luogo la partenza di Sepang, con l’affannosa manovra per bloccare subito l’attacco del finlandese («in partenza ho frenato tardi, ho tenuto la linea e sono riuscito a fare la curva davanti» ha cercato di giustificarsi Massa), ma non solo. Una volta superato Massa, grazie al rientro ai box del brasiliano, protagonista di un pit stop lento, ed al giro più veloce fatto registrare nel passaggio precedente all’uscita del compagno di squadra, Raikkonen ha tenuto un ritmo di gara superbo, recuperando giro dopo giro secondi preziosi sul brasiliano. E quest’ultimo, nel tentativo affannoso di stargli dietro, ha fatto l’errore di prendere male il cordolo e finire in testa coda sulla ghiaia. D’altronde anche lo stesso Raikkonen è stato chiaro al termine della gara: «Ho capito – ha spiegato il campione del mondo – che la macchina mi permetteva di attaccare fin dalla partenza ma poi ho deciso di farlo al pit stop. Ho guidato con una autostrada libera davanti a me. È stato facile e l’auto, molto veloce, si è dimostrata perfetta. Ora pensiamo al futuro».
LA CONSAPEVOLEZZA – Se da un lato la vicenda Massa può preoccupare, dall’altro c’è la consapevolezza che la Ferrari c’è è può lottare per il gradino più alto del podio: «Era nostro dovere – ha detto Domenicali – reagire nella maniera in cui sappiamo fare. Dobbiamo lavorare tranquilli senza picchi di eccessivo entusiasmo o del peggiore pessimismo. Sono contento perchè abbiamo dimostrato quella che è la vera Ferrari come ci aveva chiesto l’avvocato. In gara – ha aggiunto – non è emerso nulla di straordinariamente diverso da quello che ci aspettavamo, salvo una ottima prestazione della Bmw. Dopo due gare è diventata una rivale importante che può togliere dei punti come ha fatto ai nostri diretti concorrenti».
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